Propriocezione e consapevolezza sensoriale -Andrea Olsen

propriocezione
E CONSAPEVOLEZZA
SENSORIALE

Come individuiamo la posizione del nostro corpo nello spazio? Senza guardare il vostro corpo. rimanete un istante a osservare il modo in cui siete seduti. Come fate a sapere in quale punto dello spazio si trovano i vostri piedi e le vostre braccia. qual è l’inclinazione della testa, la curvatura della colonna vertebrale?
In tutto il corpo sono presenti nervi sensori dotati di recettori specializzati nella registrazione della tensione muscolare, dello stiramento dei tendini, della compressione delle articolazioni e della posizione della testa in rapporto alla spinta della forza di gravità. Questi recettori sono chiamati propriocettori (`autorecettori’) ed è a essi che dobbiamo le nostre percezioni cinestesiche. I propriocettori sono indispensabili per la coordinazione dei movimenti e a tale scopo inviano una sequenza ininterrotta di dati al sistema nervoso centrale che ne effettua l’interpretazione ed elabora la risposta. I propriocettori si trovano nei muscoli scheletrici, nei tendini e in prossimità delle articolazioni, come pure nell’orecchio interno. I fusi neuromuscolari ci informano sulla lunghezza del muscolo, i corpuscoli di Golgi nei tendini individuano la forza muscolare e la trazione esercitata sui tendini, i recettori articolari registrano la compressione nelle articolazioni, e le macule e le creste dell’orecchio interno ci consentono di percepire la condizione di equilibrio. I recettori devono trasformare uno stimolo proveniente dall’ambiente esterno in un impulso nervoso che viene inviato a una determinata regione del midollo spinale o del cervello, dove potrà essere trasformato in una sensazione.

La corteccia somatosensoriale del cervello possiede una mappa precisa contenente tutte le Le informazioni sensoriali provenienti da tutte le parti del corpo e, in collaborazione con il cervelletto e il tronco cerebrale, è in grado di conservare un`immagine costante e complessiva della posizione del corpo nello spazio. Il cervelletto. in particolare, è responsabile della costante coordinazione e correzione dell’ atteggiamento posturale, del movimento e del tono muscolare. Inoltre, cosa ancora più affascinante, esso conserva l’immagine del punto in cui ci trovavamo un attimo prima, di dove ci troviamo al momento attuale e la proietta nella direzione in cui ci sposteremo. Avete presente la sensazione che vi spinge a protendere il piede verso un gradino che non c’è? In questo caso la proiezione del vostro cervello è diversa dalla realtà . 
Gli stimoli trasmessi al midollo spinale possono dare origine a un riflesso spinale (per esempio, il riflesso rotuleo, che fa stendere la gamba quando si colpisce con un martelletto il legamento patellare) senza che vi sia alcun messaggio proveniente dal cervello; quelli indirizzati verso la parte inferiore del tronco cerebrale/cervelletto danno origine a reazioni motorie subconsce più complesse, come, per esempio, uno spostamento posturale riflesso per alleviare la tensione di un muscolo; gli impulsi sensoriali che arrivano a livello della porzione talamica del cervello possono essere identificati come sensazioni specifiche, che possono essere localizzate in modo approssimativo sul corpo come una sensazione consapevole di tensione o dolore generalizzato; quelli che raggiungono la corteccia cerebrale possono essere localizzati con precisione sul corpo, come una sensazione consapevole della posizione e del movimento, e sono collegati ai ricordi di precedenti informazioni sensoriali, così che la percezione della sensazione si verifica sulla base di esperienze passate’. Per esempio, un colpo sull’ articolazione della spalla può provocare in un adulto una reazione di protezione basata sul ricordo di una lesione subita durante una zuffa con un compagno alle scuole elementari. Ciò significa che noi conserviamo una memoria
neuromuscolare delle esperienze del nostro corpo.
Attraverso l’esercizio è possibile riuscire a portare a livello della nostra
attenzione cosciente qualsiasi parte del corpo e, per fortuna, quella stessa parte è in grado di fornire le informazioni necessarie per il funzionamento del corpo senza che sia necessario il nostro controllo cosciente. La capacità di compiere movimenti raffinati, come per esempio danzare con un partner, effettuare un buon servizio di tennis o eseguire i delicati movimenti manuali necessari per suonare il piano o praticare un intervento chirurgico, richiede una sensibilità cinestesica estremamente sviluppata.
Gli organi di senso generali e primari lavorano in collaborazione con i propriocettori per consentire la consapevolezza del corpo.
Gli organi di senso generali  includono i recettori preposti alla percezione di stimoli, quali il tatto, la pressione, le vibrazioni, il caldo, il freddo e il dolore. Essi sono localizzati nell’ epidermide, nel tessuto connettivo e alle estremità del tratto gastrointestinale; i recettori del dolore si trovano in quasi tutti i tessuti del corpo.
Gli enterocettori viscerali, localizzati nei vasi sanguigni e negli organi,
forniscono informazioni sull’attività interna del corpo. Anche in questo caso, le informazioni sensoriali hanno origine nel sistema nervoso periferico e vengono trasmesse al midollo spinale per passare poi ai centri superiori del sistema nervoso centrale. Se l’informazione raggiunge il livello massimo, ovvero la corteccia cerebrale, possono prodursi sensazioni coscienti.
Alcune zone del corpo, come le labbra e le mani, sono dotate di un’elevata concentrazione di recettori sensoriali, mentre altre, come il tronco e le cosce, ne hanno pochi. Alcune terminazioni nervose sensoriali specifiche (esterocettori) includono: i corpuscoli di Pacini, che registrano le vibrazioni e le pressioni in profondità; i corpuscoli di Ruffini, che rilevano la pressione profonda e continua e la compressione articolare; i dischi di Merkel, i corpuscoli di Meissner e i peli che costituiscono le terminazioni esterne degli organi di senso, che individuano i contatti leggeri; i corpuscoli di Krause, per il freddo, i corpuscoli di Ruffini, per il caldo; le terminazioni nervose libere per il dolore (e i contatti leggeri).
Gli organi di senso primari  possiedono recettori specializzati per la vista, l’udito, l”olfatto e il gusto, localizzati in organi specifici della testa (occhi, orecchie, naso e lingua). Essi inviano informazioni ai rispettivi lobi della corteccia cerebrale: il lobo occipitale, i lobi temporali e i lobi frontali. In questo caso la consapevolezza è di tipo selettivo: possiamo usare i nostri organi di senso primari per sentire il pianto di un bambino mentre stiamo parlando, o per vedere l’espressione del volto di chi ci ascolta, per sentire l’odore del pane che cuoce nel forno, o per gustare il sapore del chewing gum che stiamo masticando, o anche per percepire tutte queste sensazioni
contemporaneamente. Siamo noi che, intenzionalmente, scegliamo dove concentrare la nostra attenzione.
A mano a mano che gli stimoli o i movimenti diventano familiari, la
percezione cosciente della sensazione diminuisce: possiamo, per esempio, percepire la sedia nel momento in cui ci sediamo, ma questa consapevolezza scompare rapidamente. Ciò significa che le terminazioni nervose si adattano, ovvero cessano di registrare le informazioni, e la velocita di adattamento varia a seconda del tipo di percezione. I recettori fondamentali, come per esempio quelli associati alla percezione del dolore, all’individuazione delle sostanze chimiche presenti nel sangue o della posizione del corpo
nello spazio, si adattano più lentamente. Più le nostre capacita di ricevere e di rispondere alle informazioni sensoriali sono sviluppate e complete, maggiori sono le possibilità di controllare la coordinazione dei movimenti e il funzionamento del corpo.

 

 

Di Alessandra Palma di Cesnola

nata a Firenze, nel 1960.

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